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LAC Lugano Arte e Cultura
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Martedì
16 marzo

20:30

LAC Sala Teatro

®-Marco-Borggreve

Deutsches Symphonie-Orchester Berlin

con due composizioni monumentali

Orchestre


Robin Ticciati
, direttore
Isabelle Faust
, violino



Ludwig van Beethoven
Concerto per violino e orchestra in re maggiore, op. 61

Hector Berlioz
Symphonie fantastique, op. 14


Prima del concerto Early Night Modern alle ore 19.00 in Teatrostudio



Deutsches Symphonie-Orchester Berlin e Robin Ticciati

L’avevamo già apprezzata nel 2018, la Deutsches Symphonie-Orchester Berlin diretta da Robin Ticciati, il trentacinquenne direttore britannico di origini italiane che ha studiato con Colin Davis e Simon Rattle. Ticciati è stato il direttore più giovane a dirigere la Filarmonica della Scala nel 2005, chiamato a sostituire Riccardo Muti. Da allora la sua carriera è cresciuta e oggi dirige una delle compagini più attive a Berlino.

Il ritorno a Lugano è con la Symphonie Fantastique di Berlioz, autore a cui Ticciati è particolarmente legato e per il quale è in grado di raggiungere una tale trasparenza e leggerezza di tocco da rappresentare un vero e proprio bonus. In apertura di serata c’è il Concerto per violino di Beethoven eseguito da Isabelle Faust. Il debito di Berlioz nei confronti del maestro di Bonn permette di condividere quel senso di freschezza e di scoperta che caratterizza due composizioni monumentali.

Isabelle Faust

Il suo suono possiede passione, slancio ed elettricità, ma anche disarmanti calore e dolcezza che svelano improvvisamente gli aspetti più intimi del lirismo. (The New York Times)

Con il suo magnifico Stradivari “Bella Addormentata” del 1704 - il curioso appellativo deriva dalle vicende di questo strumento, rimasto inutilizzato per un secolo e mezzo - Isabelle Faust è una delle soliste più apprezzate per il suo sguardo storicamente consapevole sulla tradizione interpretativa romantica ma anche per la sua straordinaria gamma espressiva e intensità emotiva. La capacità di Isabelle Faust, che al concerto di Beethoven ha anche dedicato una incisione con Claudio Abbado, è quella di restituire in questo brano l’espressione autenticamente beethoveniana in modo convincente.

Vincitrice di numerosissimi premi, suona un repertorio che spazia dalle opere di Bach a compositori contemporanei quali Ligeti, Lachenmann e Widmann esplorando sempre nuovi orizzonti musicali, sia come musicista da camera che da solista con importanti orchestre o ensemble d’epoca.