sabato 24 ottobre

Sala Teatro

Paavo Järvi, direttore
Maria João Pires, pianoforte

Arvo Pärt
Trisagion per orchestra d’archi

Fryderyk Chopin
Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 in fa minore, op. 21

Wolfgang Amadeus Mozart
Sinfonia n. 39 in mi bemolle maggiore, K 543

Tonhalle-Orchester Zürich e Paavo Järvi 

Paavo Järvi ha portato le sue radici nordiche, Estonia, Russia, Finlandia, Lettonia, Svezia, insieme ad un repertorio ampio che orchestra e pubblico sembrano già avere nel cuore. Delle figure che hanno influenzato la sua formazione il maestro dice: ≪Senza dubbio mio padre, il direttore d’orchestra Neeme Järvi. È stata l’esperienza di crescere nella famiglia di un direttore d’orchestra - uno che ama la musica dal profondo e vi si dedica con tanto abbandono - che ha fatto di me un musicista≫. Järvi ha iniziato a studiare percussioni e direzione d’orchestra quando era ancora nella sua città natale, Tallinn, prima di andare negli Stati Uniti nel 1980 per studiare con maestri come Leonard Bernstein. ≪Mio padre fece vari tour in Occidente con le orchestre sovietiche, come secondo direttore accanto a maestri come Evgenij Mravinskij, Evgenij Svetlanov e Gennadij Roždestvenskij. La maggior parte dei musicisti tornava da quelle tournée con oggetti rari come jeans oppure ombrelli a pressione, per noi assolute novità. Mio padre si portava invece dischi e spartiti in miniatura. Probabilmente avevamo la più grande collezione privata di dischi e spartiti dell’Unione Sovietica!≫.

Profondamente legato al suo paese d’origine, Paavo Järvi ama dirigere la musica dei suoi connazionali e, in particolare, quella di Arvo Pärt: a Lugano è in programma il suo brano per orchestra d’archi Trisagion. Scritto in occasione del cinquecentesimo anniversario della Chiesa di Ilomantsi, in Finlandia, è un brano strumentale costruito guendo la sillabazione e l’accentazione della lingua slava, usata per la liturgia ortodossa. Seguono il bellissimo Concerto per pianoforte n. 2 di Chopin eseguito da Maria João Pires e la Sinfonia in mi bemolle maggiore Canto del cigno, spesso definita «l’Eroica di Mozart» per tanti elementi che la legano alla Terza di Beethoven,
primo tra tutti la comune tonalità.

 

Maria João Pires

≪Non si riesce a pensare a un pianista con una padronanza più ideale dello stile di Chopin. Pires viaggia tra le volatine con destrezza filigranata, ma il suo suono è così riflessivo, serio e massiccio che arriva con immensa profondità emotiva≫. Così il Times di Londra ha descritto l’approccio di Maria João Pires a Chopin. ≪È musica molto interiore e molto profonda≫ osserva invece la pianista ≪Chopin è il profondo poeta della musica. Ma ha anche inventato questa cosa terribile chiamata récital per pianoforte, che mi ha fatto soffrire per tutta la vita≫. Schiva e riservata, Maria João Pires si offre con parsimonia al concerto o al récital; e quando lo fa, il suo Chopin incanta tutti. Tanto che la rivista Gramophone ha incoronato la sua registrazione dei Notturni come la ≪migliore versione disponibile≫.