domenica 20 dicembre

Sala Teatro

Johann Sebastian Bach
Ouverture francese in si minore, BWV 831

Ludwig van Beethoven
Sonata per pianoforte n. 7 in re maggiore, op. 10 n. 3

Joseph Haydn
Sonata per pianoforte n. 47 in si minore, Hob XVI:32

Franz Schubert
Sonata per pianoforte n. 17 in re maggiore, D 850

Sir András Schiff è conosciuto in tutto il mondo come pianista, direttore d’orchestra e pedagogo. Sia i critici musicali sia il pubblico continuano a essere ispirati dall’approccio magistrale e intellettuale che egli porta a ogni sua nuova interpretazione. Schiff si conferma sempre di più come l’erede di una tradizione espressiva di area mitteleuropea che fa capo ai nomi mitici di Backhaus, Kempff, Serkin, soprattutto quando si presenta con un impaginato come quello scelto per questo concerto. Imperniato sui capisaldi della storia della musica germanica, il programma è anche un percorso che tocca i nomi fondamentali della sua carriera di pianista, brani che Schiff sceglie sempre con grande cura, e non sfugge in questo caso la scelta delle tonalità che li lega tra loro. Del Bach di András Schiff si è detto tutto il possibile e non è un caso che il pianista parta proprio dal suo nome. Delle sonate beethoveniane ha detto “Per me queste sonate sono il viaggio più stupendo. Danno un quadro completo di come Beethoven si è sviluppato attraverso la sua vita creativa. Infine Haydn e Schubert, gli estremi capolavori di autori che fecero grande la scuola viennese di fine Settecento e inizio Ottocento, nelle mani di uno dei suoi più grandi studiosi e interpreti.

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