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Wiener Symphoniker
Emmanuel Tjeknavorian
, violino e direzione
Ines Galler-Guggenberger, oboe
Patrick De Ritis, fagotto
Christoph Stradner, violoncello

Johannes Brahms
Ouverture tragica in re minore, op. 81
Variazioni su un tema di Haydn, op. 56a

Franz Josep Haydn
Sinfonia concertante per oboe, fagotto, violino, violoncello e orchestra in si bemolle maggiore, Hob. I:105

Josef Strauss
Die Libelle, polka-mazurka op. 204

Johann Strauss figlio
Wein, Weib und Gesang, valzer op. 333

La voce ideale per la musica di Johannes Brahms è quella del violino. Può restituirne tutta l’emozione, cesellarne le sonorità trasparenti. Lo sa bene Emmanuel Tjeknavorian, che prima di dedicarsi interamente alla direzione d’orchestra si è fatto conoscere in tutto il mondo come straordinario solista con il suo Stradivari del 1698. Apprezzato proprio come solista nella scorsa stagione, Tjeknavorian è un musicista a tutto tondo e nonostante la giovane età – è nato nel 1995 – si divide tra la direzione d’orchestra e i numerosi progetti di divulgazione musicale, riservandosi qualche apparizione eccezionale da violinista.

«Brahms è uno dei compositori che sono nella mia testa, nel mio cuore e nelle mie orecchie ogni giorno. Non ho mai eseguito così spesso nessun altro compositore. Brahms è diventato un modello per me come artista perché nella sua opera è riuscito a trovare la giusta relazione tra emozione e razionalità: con Brahms, sia l’intelletto che il cuore sono profondamente soddisfatti» ha detto in occasione dell’uscita del suo ultimo disco.

Tjeknavorian si accosta lateralmente alla musica sinfonica del compositore romantico, scegliendo composizioni dal respiro più contenuto rispetto alle più eseguite e famose quattro sinfonie. Sicuramente a Brahms sembrò di ritrovare un tesoro antico quando il bibliotecario della Società degli amici della musica di Vienna gli mostrò il manoscritto del Divertimento in si bemolle maggiore per ensemble di fiati, attribuito a Franz Joseph Haydn. Amava studiare e recuperare la musica del passato, non per conservarla ma per scoprire stili, stimoli e idee da riproporre in un contesto del tutto nuovo. Il tema haydniano è il punto di partenza per nove diversissime variazioni, viene immerso in impasti orchestrali cangianti, fino allo slancio irresistibile del finale. E subito dopo Tjeknavorian ci riporta alla musica originale per fiati e orchestra di Franz Joseph Haydn, con la Sinfonia concertante nella stessa tonalità, si bemolle maggiore.
 

Wiener Symphoniker
L’orchestra fondata nel 1900 da Ferdinand Löwe con il nome di Wiener Concertverein (Società dei concerti di Vienna) si fuse nel 1919 con la Tonkünstler Orchestra e nel 1933 acquisì l’attuale denominazione: Wiener Symphoniker. Sin dalla sua fondazione ha affrontato con lungimiranza le sfide musicali del presente e la valorizzazione del passato: è stata la prima orchestra a presentare nella capitale austriaca tutte le sinfonie di Beethoven in un unico ciclo. Lo spirito pionieristico ha permesso ai Wiener Symphoniker di eseguire le prime mondiali di molte pietre miliari della storia della musica: la Nona sinfonia di Anton Bruckner, i Gurre-Lieder di Arnold Schönberg e il Concerto per pianoforte e orchestra per la mano sinistra di Maurice Ravel. L’importanza che i Wiener Symphoniker continuano ad attribuire alle collaborazioni con compositori viventi – come Olga Neuwirth, Wolfgang Rihm, HK Gruber, Thomas Larcher, Johannes Maria Staud, Michael Jarrell, Guillaume Connesson, Dieter Ammann e Jörg Widmann – ha loro permesso di imporsi come una delle più riconosciute forze trainanti della musica contemporanea a livello internazionale. Tra i principali direttori con cui l’orchestra ha lavorato si trovano figure visionarie e apicali nel moderno panorama dell’interpretazione classica: tra cui Bruno Walter, Wilhelm Furtwängler, Hans Swarowsky, Herbert von Karajan, Wolfgang Sawallisch e Georges Prêtre.